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del vino sfuso

Il ritorno del vino sfuso…così il giornale on line Oliovinopeperoncino scrive di noi…

Se digitiamo su Google “vino sfuso” troviamo ben 263mila voci che lo riguardano. Sarà la voglia di ritornare alla tradizione antica, sarà la ridotta capacità di spesa, ma il vino sfuso sta ritornando di moda.
Fino a non molti anni fa in bottiglia ci andava solo la produzione migliore, la super selezione che l’azienda vendeva solo dopo un periodo di affinamento, la bottiglia era un privilegio di pochi. Il rimanente della produzione veniva venduto sfuso al consumatore che lo metteva in bottiglia a casa propria. Poi è arrivato il metanolo che ha cambiato il mondo del vino. Scomparse bottiglie e bottiglioni, la tradizione casalinga dell’imbottigliamento ha lasciato il posto alle bottiglie griffate. Il vino comune viene acquistato generalmente al supermercato e per le occasioni speciali si ricorre all’enoteca.

Oggi si nota un interesse crescente per il vino sfuso. Si stanno moltiplicando gli spacci nelle cantine, enoteche e negozi specializzati hanno installato moderni sistemi di spillatura che garantiscono una corretta conservazione ed anche la ristorazione lo adotta semplicemente differenziandolo per colore, poche volte si conosce la zona di provenienza o la tipologia del vitigno, in alcuni, rarissimi casi fortunati redigendo una apposita carta. Sempre più di frequente si vedono nei negozi di ferramenta o in qualche punto vendita della grande distribuzione pacchi di bottiglie di vetro, tappi a corona, di plastica e di sughero.

Dove si compra il vino da vendere sfuso? Dalle cantine sociali, molte volte il gestore del punto vendita va alla ricerca della partita che offre il miglior rapporto qualità/prezzo. È sufficiente fare un giro nelle zone vinicole per trovare aziende disposte a vendere anche qualche damigiana della loro produzione migliore.

Dal punto di vista economico i vantaggi sono evidenti: per le aziende è un modo per monetizzare ed eliminare dei costi mentre per il consumatore si traduce in un prezzo inferiore. I Gruppi d’Acquisto solidale occupano una fetta di questo mercato. Ma, come in tutte le situazioni, le insidie sono sempre dietro l’angolo.

Attenzione ai prezzi troppo bassi!

Per aiutare i consumatori è nato un sito internet dedicato, www.percantine.com, primo portale italiano che si preoccupa di mettere in contatto l’offerta di chi vende vino sfuso con i consumatori, ha selezionato quasi mille punti vendita di vino sfuso in Italia, ma sicuramente sono molti di più.

Le vinerie stanno diventando il luogo ideale per acquistare lo sfuso, per conversare ed acquisire conoscenze e quindi scegliere il vino giusto. Il progetto Ke vin!, una idea di due imprenditori del nord-est, intende dare supporto all’apertura di una vineria proponendo Il vino di aziende agricole che partecipano alla loro iniziativa. Sono 23 quelle nate in Italia con questa formula, che non è un franchising, presente anche all’estero con 5 punti vendita in Austria e di prossima apertura a Chicago e a Berlino (www.kevineria.com).

Il vino sfuso ha le sue manifestazioni: dal 25 al 26 novembre ad Amsterdam si terrà la 5^ edizione del World Bulk Wine Exhibition, nel 2012 ha visto la presenza di oltre 100 cantine provenienti da 12 paesi del mondo. In Italia il vino sfuso è stato protagonista a Castelvenere in provincia di Benevento, il comune più vitato d’Italia, di “Sapori di…vino” per valorizzare un prodotto sul quale basano il loro reddito oltre trecento produttori locali.

pieragenta@libero.it

www.oliovinopeperoncino.it